ESTATE DA CAREGIVER

Rifletto. Sondo e rifletto. Osservo, sondo e rifletto.

Osservo le mie reazioni agli avvenimenti e alle difficoltà. Questo serve a me per conoscermi, capirmi, correggermi e migliorarmi.

Quando le mie re-azioni producono inevitabilmente dei fatti che, a mente fredda, mi sembrano miei prodotti abominevoli perché hanno provocato sofferenza e mi rimane la brutta sensazione di aver spezzato la fiducia di chi si affida a me.

In qualche modo ho tradito.

Mi dico allora: ma è necessario rompere la fiducia perché spezzo la corda? Non posso fare in modo di mantenerla, questa fiducia, invece di ferirla, per poi riparare e pentirmi?

Questo è il mio spazio di miglioramento.

Ogni accadimento porta luce, a ben vedere…. RIFLESSIONE Continua a leggere

Claudia Allavena Infermiera

Il caregiver: la cura per sostenere un familiare non autosufficiente

il caregiver: Colui che si prende cura di un familiare non autosufficiente

Il problema principale nella malattia è la perdita di autonomia che può essere definitiva o temporanea, di gradi diversi e può portare alla disabilità.

Chi si prende cura di un familiare con disabilità o non autosufficiente, offre le proprie cure motivato dai legami familiari, di affetto, senza percepire uno stipendio. Universalmente viene definito “caregiver”, termine inglese che indica appunto una persona che si prende cura di chi presenta disabilità, malattia o non autosufficienza. Coloro che lo fanno mossi dai legami parentali o di affetto sono definiti “caregiver informali”. Continua a leggere

Le emozioni legate al diabete

Spunti per facilitare e migliorare la relazione di chi convive con familiari che soffrono di diabete.

SERIE: LA COMUNICAZIONE, LA MALATTIA E GLI OSTACOLI DEL CUORE

La cura del diabete richiede la partecipazione attiva ed il coinvolgimento di tutta la famiglia oltre che del medico ma soprattutto di chi ne soffre.
A questo proposito, si possono presentare due comportamenti opposti dettati dalla risposta personale alla dipendenza dalla terapia. In alcuni casi ci sarà chi non accetta questa dipendenza e non accetta di essere seguito e curato.
In altri casi, invece, si può sviluppare una dipendenza tale, dai familiari e da chi si prende cura di chi soffre di diabete, da dimostrare una grossa difficoltà a fare da soli.

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La comunicazione, la malattia e gli ostacoli del cuore

Parlo di ostacoli del cuore perché nella vita familiare, quotidiana, quando abbiamo a casa una persona malata o non autosufficiente o con alterazioni agli organi di senso, la comunicazione può diventare difficile.
Si possono presentare, in chi non ne è portatore, reazioni di disturbo quali irritazione, atteggiamenti scocciati, intolleranza, offesa, rabbia che diventano ostacoli per una buona comunicazione. Te ne parlerò in questo articolo e ti fornirò degli spunti per sgombrare il campo da malintesi e possibili conflitti e favorire invece l’armonia nelle nostre relazioni. Infatti se sappiamo che ci sono cause precise che non dipendono dalla volontà dell’altro ma che egli stesso ne subisce le conseguenze, è più facile trovare una relazione armoniosa nonostante i “rumori” della comunicazione. Quello che mi preme sottolineare è l’importanza di distinguere tra “cattiva relazione” ed una carente comunicazione per problemi organici.

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