ESTATE DA CAREGIVER

Rifletto. Sondo e rifletto. Osservo, sondo e rifletto.

Osservo le mie reazioni agli avvenimenti e alle difficoltà. Questo serve a me per conoscermi, capirmi, correggermi e migliorarmi.

Quando le mie re-azioni producono inevitabilmente dei fatti che, a mente fredda, mi sembrano miei prodotti abominevoli perché hanno provocato sofferenza e mi rimane la brutta sensazione di aver spezzato la fiducia di chi si affida a me.

In qualche modo ho tradito.

Mi dico allora: ma è necessario rompere la fiducia perché spezzo la corda? Non posso fare in modo di mantenerla, questa fiducia, invece di ferirla, per poi riparare e pentirmi?

Questo è il mio spazio di miglioramento.

Ogni accadimento porta luce, a ben vedere…. RIFLESSIONE

La mia sofferenza produce sofferenza > 1^ RIFLESSIONE

* quando sono stanca non è debolezza riconoscerlo e comunicarlo. Necessito di aiuto, occorre dirlo, non è costruttivo tirare la corda fino a spezzarla.

Sondo per vedere cosa mi porta e dove. Dove? Nel posto di me che più mi spaventa, i miei lati oscuri, nel mare nero dove mi sento persa.

Dove mi sembra di non essere la mamma che vorrei o la moglie che vorrei perché chiedo riconoscimento.

Estate impegnativa, questa.

Per un susseguirsi di avvenimenti, mi ritrovo a fare il caregiver informale, cioè mi prendo cura di due familiari.

Si, proprio la figura di cui scrivo e che vorrei supportare.

Per fortuna, mi dico, è temporaneo!!

Perché:

* ho accantonato i miei progetti

* è aumentata la mia stanchezza

* la mia mente è occupata da mille cose, più del solito!

* sono in quel circolo vizioso in cui mi sento riconosciuta se presente nel momento del bisogno. Quindi difficile, per me, sottrarmi…

In questi mesi mi sono ritagliata pochi spazi miei. Però, come me li sono goduti!!

Le cose che, normalmente, sarebbero banali diventano preziose > 2^ RIFLESSIONE

** apprezzare e sfruttare ogni momento libero per regalarsi degli spazi.

Mi ha sostenuto il confronto con colleghe che mi hanno dato indicazioni e facilitato nell’accesso a servizi e soluzioni.

Fidarsi delle proprie risorse > 3^ RIFLESSIONE

*** non isolarsi, parlare, chiedere. Sicuramente c’è qualcuno che può dare un suggerimento utile

Rifletto su chi aiuto. E mi rendo conto di come la malattia, la mancanza di autonomia personale, incide sulla propria sicurezza e autostima e fa si che ci si concentri sempre più su se stessi.

Questo fa nascere in me tenerezza e compassione…

A volte un’azione di forza porta l’altro a mettere in moto le proprie risorse e a sperimentare che può farcela.

Anche se costa fatica > 4^ RIFLESSIONE

**** perdonarsi e perdonare per ritrovare l’equilibrio della relazione è indispensabile

Solo dalla fatica nasce la forza > 5^ RIFLESSIONE

***** cedere alla lamentela, alla paura, al compiangersi non aiuta ad affrontare la situazione in modo saldo e propositivo. Piuttosto toglie energia, obnubila la mente, impedisce di valutare le situazioni con lucidità.

Molto meglio riconquistare la calma e rivalutare con obiettività. A quel punto nasce un’idea, una soluzione, un’intuizione.

Poi tutto riprende, la tensione si è scaricata, anche guidare nel traffico infernale di veicoli e pedoni estivi diventa indifferente. La guarigione si avvicina e con essa la riconquista della normalità, di se stessi.

Per entrambi.  

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