La comunicazione, la malattia e gli ostacoli del cuore

Parlo di ostacoli del cuore perché nella vita familiare, quotidiana, quando abbiamo a casa una persona malata o non autosufficiente o con alterazioni agli organi di senso, la comunicazione può diventare difficile.
Si possono presentare, in chi non ne è portatore, reazioni di disturbo quali irritazione, atteggiamenti scocciati, intolleranza, offesa, rabbia che diventano ostacoli per una buona comunicazione. Te ne parlerò in questo articolo e ti fornirò degli spunti per sgombrare il campo da malintesi e possibili conflitti e favorire invece l’armonia nelle nostre relazioni. Infatti se sappiamo che ci sono cause precise che non dipendono dalla volontà dell’altro ma che egli stesso ne subisce le conseguenze, è più facile trovare una relazione armoniosa nonostante i “rumori” della comunicazione. Quello che mi preme sottolineare è l’importanza di distinguere tra “cattiva relazione” ed una carente comunicazione per problemi organici.

Esempio:

Mentre parliamo con la mamma, ci accorgiamo che lei ci guarda persa e con un sorriso inerte, inebetito. Nella nostra mente si affaccia un punto di domanda. Lei non risponde e ci guarda. La comunicazione non c’è stata, non c’è reazione da parte sua e noi non capiamo cosa sia successo… poi scopriamo che non ha “indossato” gli apparecchi acustici!! Nel frattempo noi ci siamo preoccupati, innervositi, alterati e il seguito è una reazione irritata al suo comportamento.

A proposito di questo esempio posso suggerire un paio di accorgimenti:

  • banale, ma non troppo! Verifichiamo che abbia gli apparecchi acustici prima di ogni altra cosa, anche prima di ogni nostra emozione!
  • se ancora non usa gli apparecchi acustici ma comunque non ci sente, è inutile urlare. Molto meglio posizionarsi di fronte a lei, in modo che possa leggere le labbra e parlare lentamente, oppure avvicinarsi al suo orecchio e parlarle con tono normale. Per lei è meno traumatico e per noi è più gratificante. Inoltre crea intimità.

Ecco una definizione di relazione*: “Sistema di aspettative reciproche, di diritti e doveri, di ruoli e di regole circa i comportamenti da tenere e non tenere nei confronti dell’altro e circa le modalità di frequenza con cui farlo”, ma anche :“Vincolo di interdipendenza tale che il vissuto interiore e il comportamento esteriore dell’uno si riflette sul vissuto e sul comportamento dell’altro”.

(* definizione del Prof. Enrico Cheli, sociologo, docente universitario Università degli Studi di Siena e ideatore del metodo COREM)

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