Le emozioni legate al diabete

Spunti per facilitare e migliorare la relazione di chi convive con familiari che soffrono di diabete.

SERIE: LA COMUNICAZIONE, LA MALATTIA E GLI OSTACOLI DEL CUORE

La cura del diabete richiede la partecipazione attiva ed il coinvolgimento di tutta la famiglia oltre che del medico ma soprattutto di chi ne soffre.
A questo proposito, si possono presentare due comportamenti opposti dettati dalla risposta personale alla dipendenza dalla terapia. In alcuni casi ci sarà chi non accetta questa dipendenza e non accetta di essere seguito e curato.
In altri casi, invece, si può sviluppare una dipendenza tale, dai familiari e da chi si prende cura di chi soffre di diabete, da dimostrare una grossa difficoltà a fare da soli.

L’origine sta nella rabbia:
Si sviluppa soprattutto nei confronti della malattia, che viene vissuta come un nemico da combattere ma anche per un senso di ingiustizia, per aver subito un danno che penalizza. Questo da origine a comportamenti a volte inspiegabili, dettati da un bisogno di risarcimento.

Molti studi hanno dimostrato che le persone che soffrono di diabete soffrono anche di depressione, ansia, stress e disturbi alimentari. Questi stati d’animo incidono sulla cura e sulla partecipazione attiva alla gestione della malattia e naturalmente si riflettono sulle relazioni familiari.
Quando l’ansia è presente, papà (per esempio), può stancarsi facilmente, essere irritabile, irrequieto mentre a livello fisico sono presenti tensioni muscolari che, a loro volta, provocano dolori. Diventa quindi un circolo vizioso.
Con la depressione è facile che ci sia anche demotivazione, svogliatezza.
Queste alterazioni dell’umore hanno origine dall’impegno che la malattia richiede nella sua gestione quotidiana: una dieta adeguata, fare attività fisica, l’assunzione della terapia ad orari fissi, il controllo della glicemia, le visite dal medico o recarsi in laboratorio per i prelievi di controllo impongono un cambiamento nello stile e nelle abitudini di vita della persona diabetica che può essere difficile da gestire tutto insieme e che può produrre risultati poco gratificanti e possono generare un senso di perdita di controllo sulla propria persona e sulla propria vita in generale.
L’impegno che richiede la gestione quotidiana del diabete è, quindi, anche causa di stress.

Tutto questo ostacola il raggiungimento di un buon controllo della glicemia e di un’autogestione corretta e adeguata e spesso possono presentarsi sensi di colpa.
C’è ancora un aspetto da considerare ed è la possibile presenza della difficoltà ad esprimere e identificare i sentimenti. Manca quindi autoconsapevolezza e può influire sul tenere sotto controllo la glicemia e sulla capacità di seguire la terapia in modo corretto.
Le emozioni saranno diverse a seconda delle situazioni.

Così, in caso di IPOGLICEMIA, cioè di valori di glucosio nel sangue inferiori a 50 mg/dl, (e che può essere causata da dosi eccessive di insulina o ipoglicemizzanti orali, alimentazione insufficiente, eccesso di attività fisica), possono essere presenti spesso tristezza, tremore, incertezza, irritabilità, irascibilità, difficoltà ad articolare correttamente le parole. Può capitare di non ricordare nemmeno la discussione o lo sbalzo di umore dopo una crisi ipoglicemica prolungata o grave.

In caso di IPERGLICEMIA, cioè di valori di glucosio nel sangue da 300 mg/dl in su, anche oltre i 1000 mg/dl, (e che può essere causata da riduzione del dosaggio di insulina o mancata somministrazione, presenza di infezioni, diabete non diagnosticato o non trattato, situazioni di stress), il tuo caro può soffrire di frustrazione, rabbia, difficoltà nella concentrazione, un continuo brontolare. Può essere presente una respirazione alterata, con inspirazione lenta ed espirazione veloce.

COSA FARE:
Quando noti delle espressioni emotive fuori dall’ordinario o che ti sembrano non collegate alla situazione che il tuo caro sta vivendo in quel momento, prova a “indagare” un po’ sul suo stato di benessere.
Mossa dal sincero desiderio di aiutare, il tuo comportamento può essere frainteso e vissuto come un brontolamento continuo da parte tua nei confronti del tuo caro con diabete e può alterare la vostra relazione ma tieni duro: potresti prevenire un malessere peggiore!
Tieni conto anche delle tue emozioni: preoccupazione, spavento, timore di non essere all’altezza di aiutare in caso di urgenza sono risposte normali ad una situazione diversa dal solito e che riguarda la salute della persona di cui ti prendi cura.

È solo l’espressione delle tue perplessità o preoccupazioni che danno luogo magari ad una protezione eccessiva.
Se ti prepari in anticipo valutando, per esempio, le conseguenze delle cause che ho descritto sopra, ti puoi preparare e contenere così la tua ansia, eliminando un elemento di disturbo nella vostra relazione soprattutto in un momento di difficoltà, l’ipoglicemia, in cui invece devi essere presente e pronta ad agire.
Ricordati di coinvolgere sempre tuo papà (ma può essere anche la mamma, un figlio, un fratello, il nonno…) perché quello su cui bisogna puntare è la sua auto valorizzazione per rendergli l’idea che la cura della malattia è nelle sue mani.

Metto l’accento sull’ipoglicemia perché è la più rischiosa tra le due complicanze che si possono presentare e quella che richiede maggior tempestività di intervento. Ciò non vuol dire che in caso di iperglicemia la situazione sia da sottovalutare ma in questo caso si ha più margine di tempo per agire.
Qui di seguito troverai dei suggerimenti e dei consigli che possono aiutarti ad organizzare meglio la gestione di una situazione del genere:

  • controlla che l’assunzione della terapia sia corretta e che abbia mangiato a sufficienza (se si tratta di ipoglicemia)
  • informati sulla sua attività fisica: come abbiamo visto se fatta in eccesso, può essere causa di ipoglicemia
  • ascolta le sue emozioni e i suoi obiettivi,
  • stimola le sue capacità di agire efficacemente sugli eventi che condizionano la sua vita,
  • aiutalo a sviluppare o a mantenere l’auto controllo. Qui si intende la sua capacità di misurare la glicemia nel sangue e nelle urine e la presenza di chetoni nelle urine usando le strisce reattive (le trovi in farmacia),
  • comunica la tua disponibilità e chiedi cosa puoi fare per essere utili anziché avanzare ipotesi,
  • parlate dell’ipoglicemia lontano dagli episodi, a mente fredda. Può aiutare a stabilire un piano di intervento condiviso da applicare al bisogno,
  • prenditi del tempo per elaborare le tue sensazioni per pensare a come reagire. Potete chiedere al medico informazioni per essere più preparati o partecipare ad incontri con altre persone che vivono lo stesso problema,
  • per ridurre la vostra ansia, preparatevi i rimedi utili a trattare l’ipoglicemia. In questo modo vi sentirete pronti e agirete in sicurezza,
  • pianificate insieme il vostro intervento in caso di ipoglicemia severa, soprattutto se l’altro può non essere in grado di prendersi cura di se stesso. Questo può essere rassicurante per entrambi.
  • lascia che sia lui a fissare i suoi obiettivi. Questo aumenterà la motivazione all’autocontrollo e l’accettazione della malattia,
  • sviluppa l’ascolto attivo: se per esempio papà utilizza un linguaggio poco emotivo e si focalizza su un sintomo, non sottovalutare questo aspetto. Spesso è la spia di un disagio emotivo non espresso che può indurre alla depressione e alle sue conseguenze,
  • se papà ci vede poco o male, può avere difficoltà a dosare l’insulina nella siringa. Puoi preparare tu delle siringhe già pronte indicando gli orari di utilizzo su ognuna e prevenire il rischio di una ipoglicemia (ricordati di coinvolgerlo…),
  • tieni sempre a portata di mano il numero telefonico delle emergenze.

Scarica la Mini guida per il rientro a domicilio dopo una degenza in ospedale.

SI TORNA A CASA. E ADESSO??

Per approfondire puoi seguire questi link: 

DIABETE ITALIA
DIABETE.COM
DIABETE EMOZIONI

4 commenti
  1. Emanuela
    Emanuela dice:

    Grazie per questo articolo, molto utile per aiutare a capire l’origine di certi comportamenti strani o sbalzi di umore che mettono in difficoltà chi si trova accanto a una persona diabetica

    Rispondi
    • Claudia
      Claudia dice:

      Ciao Emanuela! Eccomi anche se un pò in ritardo! Sono contenta che l’articolo ti sia stato utile. Se hai altri dubbi o desideri ancora delle informazioni non esitare a contattarmi!

      Rispondi
    • Claudia
      Claudia dice:

      good morning, I apologize for the delay of the reply. In these months I have had to put into practice part of what I’m writing about.
      Thank you for your compliments. I want to say, to encourage it, that it takes time and patience to write, even if it is something that is part of our work.
      So rewind!
      Writing is like sculpting, it is necessary to model the text with words to create the shape that corresponds to it!
      Best wishes for a good job.

      Rispondi

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